Quali sono gli ulteriori ostacoli alla completa riabilitazione dalla dipendenza da ecstasy, droga e alcool?
Una componente del ciclo della dipendenza è, senza dubbio, il senso di colpa. La maggior parte dei tossicodipendenti, prima di diventare tali, erano sostanzialmente delle brave persone, capaci di distinguere ciò che è giusto o sbagliato e prive d’intenzioni di nuocere agli altri. Quando iniziano a dipendere da alcool, droghe o da altre sostanze tossiche, iniziano a dire ed a dare cose che, in fondo, sanno non sono giuste. Perdono la capacità di controllarsi.
S'intrappolano nel circolo vizioso della dipendenza e mentono al riguardo; magari rubano o commettono altre azioni riprovevoli per potersi permettere un uso ulteriore di sostanza. Il tossicodipendente accumula memorie di queste esperienze negative, una dopo l’altra. Commette un’azione distruttiva e registra il ricordo di quel momento, incluse le persone coinvolte, in un modo o nell’altro, con quell’episodio. Sa che queste azioni sono negative e quindi, dopo averle commesse, ne risente. Queste memorie di colpa si riaccendono, quando chi era in quegli episodi è presente o dove quelle azioni erano state commesse, facendolo stare male. Questa diventa un’ulteriore difficoltà nella riabilitazione dalla dipendenza.
Col tempo, il tossicodipendente commette ancora più trasgressioni e la gente che le ha subite e gli sta intorno, senza saperlo, diventa la molla che fa scattare queste memorie di azioni disoneste. Cioè, quando un genitore, un familiare o un amico appaiono in sua presenza, fanno scattare automaticamente questi sensi di colpa. Costoro non devono nemmeno dire una parola. La loro vista è sufficiente a scatenare la colpa. |